Risoluzione CE '99

Relaz. anno giud. 2000

 

 

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Dettaglio delle iniziative a livello comunitario
nell'ambito dei problemi della Giustizia Civile.


La Giustizia in Italia, ha una serie di problemi, alcuni generali, in comune con tutti i paesi moderni, ed altri specifici, unici del nostro paese :

  1. Il problema base, comune a Tutti i paesi in Europa, è quello dell'accesso alla Giustizia da parte del Consumatore, che con le procedure Giudiziali Ordinarie non è in grado di ottenere adeguata soddisfazione per le controversie di limitato contenzioso, a causa degli elevati costi delle complesse procedure dei Tribunali.

  2. Il problema specifico tutto Italiano, è la eccessiva durata delle procedure giudiziarie, (media 5-7 anni), da cui le ripetute sollecitazioni da parte della Comunità Europea.

Di seguito dettagliamo le iniziative in merito intraprese a livello Comunitario e Nazionale, per cercare di ovviare ai problemi suddetti.



1) Accesso alla Giustizia da parte dei Consumatori

Il problema del difficile accesso alla Giustizia da parte del Consumatore, a seguito degli alti costi delle procedure nei Tribunali, è comune a tutti i paesi progrediti.

A livello Comunitario si è cominciato a studiare il problema a partire dai primi anni '80, con una prima Comunicazione, la 84/692 e la 87/210, cui hanno fatto seguito la Risoluzione 87/99 e la 87/176, proseguendo con le Risoluzioni 92/094 e 92/186.

Nel '92 la 3° conferenza europea sull'accesso dei consumatori alla giustizia, svoltasi a Lisbona, ha riunito 300 esperti dei 12 stati membri che hanno fatto il punto della situazione.

In seguito è stato approntato un libro verde sul problema, e con le risoluzioni 93/576 e successive 96/13, 96/362 e 97/48, sono state formulate prime proposte concrete in merito con l'individuazione delle strategie da seguire in tutta la Comunità.

In sintesi, sono state individuate le seguenti tre strategie :
1) la semplificazione delle procedure.
2) il miglioramento del rapporto tra Consumatori e Aziende
3) incentivazione all'utilizzo di procedure alternative, le A.D.R, Alternative Dispute Resolutions (Arbitrati e Conciliazioni).

Il 15 e 16 ottobre '99 scorsi, infine, a Tampere, il Consiglio Europeo ha tenuto una riunione straordinaria sulle problematiche a livello Comunitario della libera circolazione dei beni e conseguenze a livello Giuridico, stabilendo le direttive generali da seguire da parte di tutti i paesi della Comunità, per l'accelerazione delle procedure e facilitare l'accesso alla Giustizia.

Attualmente, a seguito delle direttive del congresso di Tampere, è in corso l'avvio della rete Europea di Strutture per la soluzione extragiudiziale delle controversie transnazionali, la EEJ-NET (European Extra-Judicial Network), cui aderiranno gli Enti che operano nel settore della A.D.R., per coordinare il lavoro.

Anche a livello Italiano ci si sta man mano adeguando a queste Direttive, con varie iniziative sorte a cura di Enti Pubblici e Privati, come la nostra Associazione A.G.A., che introducono anche in Italia, le A.D.R., a vari livelli, con varie metodologie.



2) Eccessiva durata delle procedure Giudiziarie

In questo caso parliamo di un problema che è esclusivo dell'Italia.

Come noto in questi ultimi anni, una valanga di procedimenti alla Corte Europea dei diritti umani, ha portato a continue condanne dell'Italia per violazioni dei diritti umani, a causa dell'eccessiva durata dei procedimenti giudiziari Ordinari.
L'Europa con ripetute e sempre più pesanti Risoluzioni, ha ripreso l'Italia e di volta in volta ha richiesto (o meglio preteso), ulteriori e sempre più incisivi provvedimenti atti a risolvere il problema.

  • A seguito delle sollecitazioni informali della Comunità Europea della fine degli anni '80, nei primi anni '90, si è partiti con lo studio del problema con l'ipotesi di una serie di riforme da attuare, tra cui l'introduzione del Giudice di Pace.

  • Nel '95, a seguito della Risoluzione 82/95 DH, che rilevava ancora ritardi, è stato attivato il Giudice di Pace e sono stati introdotti i Giudici Onorari e le sezioni di stralcio per avviare lo smaltimento degli arretrati.

  • Nel '97, con le Risoluzioni 337/97 DH, venivamo nuovamente ripresi, e l'Italia ha dovuto introdurre nuove riforme, quali il Giudice Unico ed altre riforme minori, oltre al potenziamento delle precedenti.

  • Nel '99, con la Risoluzione 437/99 DH, il Comitato dei Ministri non ancora soddisfatto della lentezza dell'introduzione delle riforme e della persistente lunga durata dei procedimenti, ci ha dato un ultimatum perchè avviassimo "Concretamente" la soluzione del problema.

    Il Governo Italiano, ha illustrato ('99), quindi l'opera in corso, e la prossima introduzione ('00), di un'altra serie di riforme, tra cui la ristrutturazione dei Tribunali metropolitani, l'accorpamento delle Preture, l'assunzione di nuovo organico (1000 giudici), oltre al potenziamento delle funzioni del Giudice di pace e dei Giudici Onorari e sezioni di stralcio, come da precedenti Risoluzioni.

  • Nel 2.000, con la Risoluzione 135/00 DH, del 25 Ottobre, il Comitato dei Ministri della Corte Europea dei diritti Umani di Strasburgo, ha preso atto degli sforzi fatti dal Governo Italiano, ma non avendo ancora potuto constatare risultati concreti, ha preso la decisione di tenere sotto costante controllo l'Italia, con continua verifica annuale, fino a quando le riforme introdotte o da introdurre non diverranno effettive.

  • Non proseguiamo con l'elenco delle condanne in tutti gli anni successivi,  e ci limitiamo ad aggiungere che fin'ora lo Stato Italiano per tamponare il problema,  si è limitato a riconoscere ai cittadini,  un piccolo Risarcimento a seguito dell'eccesso di durata di un processo (Legge Pinto),  onde evitare che i Cittadini si rivolgano al Tribunale di Strasburgo.


Per approfondire l'argomento, come sintesi, è visionabile la Risoluzione del Consiglio d'Europa, DH 437 del '99.

Come detto dal Procuratore generale Dott. A. La Torre, nella Relazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2000, <… serve una mobilitazione civile, … una sinergia di intenti, …non solo di Magistrati ed Avvocati, ma di tutti i soggetti chiamati a rigenerare l’apparato giudiziario>
(Sintesi della Relaz. inaug. anno giud. 2000)

Siamo nel 2009,  ed i solenni discorsi in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario,  anno dopo anno hanno purtroppo evidenziato gli stessi problemi ormai cronici dalla fine degli anni '80, pressoché immutati, e forse peggiorati.

 

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